Ha quel sorriso sornione di chi ne ha viste tante da non aver paura di nulla. È Massimiliano Poggi, uno dei pochi grandi cuochi che se ne sta (quasi) sempre rintanato in cucina a perfezionare millimetricamente i suoi piatti. Nessun clamore, né voli pindarici. Sapore, materia, semplicità e leggerezza. Segreti da custodire e migliorare giorno per giorno. Così, noi di Volvo, abbiamo voluto riprovare questo elegante angolo gourmet di Bologna, defilato dal centro e comodo alla tangenziale. Con grande soddisfazione, va detto.
Archivio dell'autore: Marco
Luoghi di gusto in collina: il Tre Panoce
Una cittadina della Marca Trevigiana, il suo bel centro storico tra palazzi d’epoca e un castello medievale davvero interessante da visitare. Una tappa a Conegliano e poi via con la nostra Volvo fino alla prima periferia, dove in cima a una piccola collina, immersa nel verde di uno splendido parco, si trova l’elegante villa che ospita un ristorante dalla lunga tradizione. Reso famoso da Armando Zanotto, il Tre Panoce è ora guidato da Tino Vettorello, eclettico cuoco dalla lunga esperienza e noto per aver gestito la ristorazione del villaggio olimpico di Sochi. Buona cucina la sua, fatta di piatti di pesce in cui si esaltano materie prime di ottima qualità e molte verdure, per un bell’impatto visivo e un gusto che convince.
Una nuova ‘antica’ trattoria a Bologna
Bologna è una città che non smette di regalare angoli nuovi e luoghi inconsueti. Accade sempre e comunque a due passi dal centro, basta avere la dritta giusta e ci si ritrova come noi con la nostra Volvo a parcheggiare in via del Traghetto. Sì, perché una volta qui lungo il Reno il traghetto c’era davvero. Vincenzo Vottero Vintrella ha colonizzato questo luogo silenzioso con la sua verve contagiosa, aprendo un ristorante con una cucina fuori dagli schemi e oltre l’azzardo per una città così conservatrice come “la grassa”. Esperimento riuscito, anche perché a dispetto dell’alzata di sopracciglia che arriva spontanea leggendo un menu a dir poco caleidoscopico ci si ritrova di fronte a una tecnica di alto livello e a piatti di grande impatto e altrettanto piacevolmente leggeri. Sì, leggeri, il che non significa poco incisivi, anzi. Ma è decisamente un pregio alzarsi da tavola a Bologna senza doversi preoccupare di un iter digestivo in salita.


