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Sette tavoli in centro a Bologna

Due passi dal Teatro Duse, in pieno centro storico, una piccola piacevole sorpresa. Grazie al park assist della mia V60 anche il parcheggio, in genere proibitivo all’ora di cena, diventa un gioco da ragazzi.
Dimensioni ridotte, una bella cantina e una certa attenzione alla qualità. Sette tavoli dedicati ad altrettanti scrittori e un’accoglienza di qualità per un pranzo o una cena non impegnativi ma con i crismi della cura del dettaglio. Il menu è dedicato ogni mese a una regione italiana con l’interpretazione in chiave personale di un piatto: il giovane chef ha una buona mano che si rivela per esempio nell’insalata di maialino confit con cous cous speziato e pesto di pomodorini secchi o nei saporiti spaghetti alla chitarra con gamberi rossi di Sicilia e guanciale di Norcia croccante

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Niente male anche le proposte dolci, come l’abbondante torta tenerina con mascarpone e caffé

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40 euro per un menu completo, ma con 30 si è già sazi.
www.settetavoli.it

Onde di gusto a Sasso Marconi

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È certamente un mito difficile da sfatare, l’affermazione suonerà come minimo polemica ma Bologna non è quella meravigliosa culla del mangiar bene di cui si racconta. Certo i piatti della tradizione ci sono, eccome. Certamente tortellini, tagliatelle e lasagne hanno un appeal irresistibile, ma quanti sono in realtà i ristoranti dove la grassa vera tradizione è davvero rispettata? Pochi, molto pochi. Ma questo è un tema che affronteremo con grande attenzione a tempo debito, perché oggi è il turno di un locale che si è affermato grazie alla tenacia di Aurora e Massimo Mazzucchelli. Fratelli, lei in cucina e lui in sala, che credono a una cucina di stampo moderno, in un’innovazione gentile e meditata che non perde mai di vista l’identità di grandi materie prime.

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Una sosta gourmet ai piedi delle Dolomiti – il Dolada

Due sono le famiglie che nel bellunese rappresentano una cucina davvero “alta”. Oggi parliamo della tradizione più antica e blasonata: è la volta dei De Prà.
La casa golosa di questi ultimi è a 900 metri, nella piccolissima frazione di Plois D’Alpago, raggiungibile comunque anch’essa in poco più di dieci minuti dal casello di Belluno dell’A27. I tornanti che salgono rapidi alla meta rappresentano l’occasione perfetta per spostare il cambio della mia V60 in modalità ‘S’ e metterne alla prova le doti sportive: un’esperienza eccitante!
Ai piedi del monte Dolada, da cui prende il nome anche il ristorante, una magnifica vista sulle vette circostanti e un’aria che per descriverla va respirata: sottile, profumata di erba e di fieno, indimenticabile.
Per non parlare dell’ambiente, un’elegante casa dall’atmosfera accogliente e ovattata, curato dalle donne di casa Rossana e Benedetta che con grande competenza si occupano anche di una fornitissima cantina.

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Riccardo De Prà è decisamente un figlio d’arte, per fortuna uno di quei ragazzi che non riposano sugli allori di genitori con una carriera a dir poco brillante. La tradizione di papà Enzo, padre nobile della grande cucina italiana, si trova ancora nei grandi classici del ristorante, dagli strepitosi insaccati stagionati in casa, alle lumache gratinate alle erbe di montagna, all’agnello declinato in varie cotture.
I nuovi piatti non sono da meno, a partire da una freschissima tartare di salmerino ai profumi del bosco che il cuoco vaporizza direttamente sul pesce, adagiato su una coreografica sezione di tronco.

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Mantecatura perfetta e inusuali quanto riusciti accostamenti per il colorato risotto al pistacchio con mazzancolle e peperoncino.

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Altro classico intramontabile la tenera quaglia farcita con fegato grasso d’oca e salsa al timo.

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Divertente e ghiotto è il Kebab di agnello della regina Cornaro, ovvero un sandwich la cui storia risale a cinquecento anni fa.

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L’ananas caramellato con gelato ai fiori d’acacia è una degna raffinata e dolce conclusione

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Merita una visita anche il Doladino Osteria, piccolo angolo gourmet con piatti più semplici e un servizio ‘light’ sia per uno spuntino veloce a pranzo sia per una cena meno economicamente impegnativa ma altrettanto piena di soddisfazioni.
76 euro per un menu degustazione di 6 portate al Dolada, non più di 25 per tre piatti sostanziosi al Doladino.
Per chi volesse pernottare, sette confortevoli e silenziose camere, ognuna dedicata a un colore differente.