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Sotto il Dolada, il gusto tra Adriatico e montagna

Prendetevi il tempo che ci vuole e salite fin quassù dopo esservi divertiti a percorrere un tornante dopo l’altro con la vostra Volvo: sarete ad appena dieci minuti dall’uscita autostradale di Belluno ma godrete dell’aria che solo a 900 metri è così pulita. Non solo, gustatevi il panorama sull’Alpago e fino al Lago di Santa Croce. Ne vale davvero la pena.

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Una sosta gourmet ai piedi delle Dolomiti – il Dolada

Due sono le famiglie che nel bellunese rappresentano una cucina davvero “alta”. Oggi parliamo della tradizione più antica e blasonata: è la volta dei De Prà.
La casa golosa di questi ultimi è a 900 metri, nella piccolissima frazione di Plois D’Alpago, raggiungibile comunque anch’essa in poco più di dieci minuti dal casello di Belluno dell’A27. I tornanti che salgono rapidi alla meta rappresentano l’occasione perfetta per spostare il cambio della mia V60 in modalità ‘S’ e metterne alla prova le doti sportive: un’esperienza eccitante!
Ai piedi del monte Dolada, da cui prende il nome anche il ristorante, una magnifica vista sulle vette circostanti e un’aria che per descriverla va respirata: sottile, profumata di erba e di fieno, indimenticabile.
Per non parlare dell’ambiente, un’elegante casa dall’atmosfera accogliente e ovattata, curato dalle donne di casa Rossana e Benedetta che con grande competenza si occupano anche di una fornitissima cantina.

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Riccardo De Prà è decisamente un figlio d’arte, per fortuna uno di quei ragazzi che non riposano sugli allori di genitori con una carriera a dir poco brillante. La tradizione di papà Enzo, padre nobile della grande cucina italiana, si trova ancora nei grandi classici del ristorante, dagli strepitosi insaccati stagionati in casa, alle lumache gratinate alle erbe di montagna, all’agnello declinato in varie cotture.
I nuovi piatti non sono da meno, a partire da una freschissima tartare di salmerino ai profumi del bosco che il cuoco vaporizza direttamente sul pesce, adagiato su una coreografica sezione di tronco.

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Mantecatura perfetta e inusuali quanto riusciti accostamenti per il colorato risotto al pistacchio con mazzancolle e peperoncino.

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Altro classico intramontabile la tenera quaglia farcita con fegato grasso d’oca e salsa al timo.

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Divertente e ghiotto è il Kebab di agnello della regina Cornaro, ovvero un sandwich la cui storia risale a cinquecento anni fa.

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L’ananas caramellato con gelato ai fiori d’acacia è una degna raffinata e dolce conclusione

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Merita una visita anche il Doladino Osteria, piccolo angolo gourmet con piatti più semplici e un servizio ‘light’ sia per uno spuntino veloce a pranzo sia per una cena meno economicamente impegnativa ma altrettanto piena di soddisfazioni.
76 euro per un menu degustazione di 6 portate al Dolada, non più di 25 per tre piatti sostanziosi al Doladino.
Per chi volesse pernottare, sette confortevoli e silenziose camere, ognuna dedicata a un colore differente.