È sorprendente come, una volta lasciate alle spalle Arzignano e Chiampo e le loro zone industriali, il panorama cambi e la strada inizi a inerpicarsi assumendo un andamento da prova speciale: senza esagerare con il gas, con un occhio al panorama via via più verde e agli scoiattoli che capiterà vi attraversino la strada, avrete modo di godere delle doti di agilità della vostra Volvo. Finché, sul crinale tra le valli del Chiampo e dell’Agno, nel bel mezzo di uno splendido bosco, giunti a 800 metri di altezza, incontrerete il Casin del Gamba.
È un antico casino di caccia che risale alla seconda metà dell’ottocento, ristrutturato con il gusto della passione che in trentacinque anni Antonio Dal Lago e Daria Cerato, coppia inossidabile, hanno donato al loro ristorante rendendolo una grande meta gourmet. La sobria eleganza di montagna, il caminetto e i tavoli apparecchiati con gusto sono il preludio a un’esperienza che culla e rilassa invitando a godere di una cucina con i fiocchi. L’orto e il bosco forniranno molte delle grandi materie prime: si va a nozze con erbe rare e funghi!
Archivio dell'autore: Marco
I colori della Laguna
Sono davvero pochi i posti che non si possano raggiungere direttamente con la vostra Volvo, ma a volte vale la pena rinunciare all’auto per una bella ‘passeggiata’ via mare. In effetti avrete comunque percorso l’incantevole tratto di strada che da Jesolo porta a Treporti, costeggiando un breve tratto di Laguna. Lì troverete un comodo parcheggio e la fermata del vaporetto che in un quarto d’ora vi condurrà a Burano, luogo unico che vale assolutamente la pena di visitare: una piccola isola nella Laguna, le sue case multicolori, il campanile pendente, la quasi ormai perduta lavorazione dei merletti.

Storie, naturalmente d’amore
È una deviazione gourmet da considerare e si trova a non più di un quarto d’ora dal casello autostradale di Padova Est, ricordando di impostare il navigatore della vostra Volvo su San Michele delle Badesse.
Lo dice il nome, non vi potete sbagliare: le storie sono d’amore. L’amore di Massimo Foffani per quel mestiere strano che è fare il ristoratore cercando di proporre piatti un po’ differenti, creati e pensati per far godere il palato con un minimo di classe e gusto per i dettagli, anche estetici: e di questi lo chef Davide Filippetto è un maestro. Timido, schivo, un gigante buono dei fornelli che preferisce il deliziare all’apparire. Volete farvi coccolare, assaggiare qualche calice di produttori non troppo convenzionali, né scontati in un ambiente confortevole ed elegante senza essere ingessato? Questo è il posto giusto. E si mangia bene: anche se vi doveste trovare di fretta a pranzo ci sono due menu, di carne e di pesce con due portate più dessert e due calici di vino rispettivamente a 25 e 35 euro, da provare.
Tempo permettendo, noi abbiamo deciso di lasciarci andare..
L’inizio è promettente, con un fresco carpaccio di scampi con salsa allo zenzero e basilico e profumo di cardamomo.

Dal mare alla montagna, con la squisita battuta di cervo con salsa al cren, frutti di bosco, gelatina di ruta e corteccia di carota, quest’ultima una croccante deliziosa sorpresa.

Di grande impatto i tortelli ripieni di porcini con molluschi, seppie e bottarga, da centellinare boccone dopo boccone.

Pochi ancora conoscono la raffinatezza e il gusto di un taglio meno noto e nobile. Il diaframma è semplicemente squisito. Appena scottato, nella sua succulenza.

Dire ‘fragole con panna e pistacchio’ e guardare questo splendido dolce: che ne dite, non viene voglia di assaggiarlo? Buonissimo, credeteci..

Alla carta la spesa è sui 70 euro, poco più lasciandosi guidare dalla sapienza enologica di Massimo per qualche calice in abbinamento. Merita una deviazione, senza dubbio.
http://www.storiedamorerestaurant.it/