Simone Padoan e la prima pizza ‘differente’

C’è sempre qualcuno che arriva prima degli altri, qualcuno che s’inventa una strada che poi seguiranno in molti, forse addirittura troppi. Chi fa discutere e parlare di sé con gli inevitabili (inutili) strascichi polemici. È pizza o no quella di Simone Padoan? E la vera pizza è solo quella napoletana? Ebbene, a noi francamente la polemica che si è scatenata attorno al dilemma tra accoliti non interessa. La questione è un’altra: è buona o no? Ecco, la pizza dei Tigli a San Bonifacio è buonissima, le sue lievitazioni da manuale la rendono perfettamente digeribile e gli ingredienti sono quelli che normalmente si ritrovano su piatti di alta cucina. Tutto qui? Già, ma non è affatto poco, ve lo possiamo assicurare. Guardate qui

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come le vedete delle succulente code di gamberi insieme a delle ‘cornette’ (fagiolini), fior di latte, mandorle tostate e pesche? Un equilibrio perfetto, tra acidità, dolcezza e consistenze verdi

Territorio, parola tanto abusata quanto propria con questo abbinamento tra porcini appena colti, ancora crudi, Asiago stagionato e piccante e crescione. Contrasti, di quelli che stimolano le papille come pochi

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Naturalmente non mancano le proposte tradizionali, eccellenti, ma perché rinunciare alle squisite idee innovative di Simone? Ecco, per esempio il carpaccio di dentice con insalata di crescione e brunoise di zucchine cotte al vapore e mango con sesamo integrale

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Oppure ancora una delizia assoluta come la focaccia romana con burrata cruda e culatello Corte Pallavicina 24 mesi, di una rotondità gustativa giottesca

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Gustosa la parentesi ligure con fior di latte, scaglie di pecorino, pesto con basilico, olio e pinoli e olive taggiasche

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Il bello però è che anche quando si esce dalla scienza del lievitato il padrone di casa non è da meno e propone tra i dolci cose come “Dall’Orto Dolce” ovvero un cremoso di rapa rossa e cioccolato bianco con briciole di focaccia, zenzero, sorbetto gelato alla mandorla di Noto, granita al basilico e biscotto al cioccolato che non sfigurerebbe in un menu di grande blasone. Fresco, interessante, divertente…ma più che altro ghiottissimo!

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Il resto sono un ambiente high tech di grande piacevolezza, il servizio coordinato con sorridente professionalità da Eva Gallo, la compagna di Simone, e una carta dei vini ben meditata (non mancano ottime birre artigianali). La spesa? Non modesta, ma d’altro canto l’alta qualità ha i suoi ragionevolissimi costi: sui 35/40 euro. Andateci in gruppo e degustate più spicchi possibile, non ve ne pentirete!

Pizzeria I Tigli

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