Il sapore di una locanda di campagna

Renato Rizzardi calca la scena gourmet da qualche decina d’anni. Dal 1992, dopo alcune importanti esperienze in Italia e negli Stati Uniti, è lo chef di questo bel ristorante immerso nella quiete della campagna vicentina. Un ambiente di classe, romantico e raccolto quanto basta. La cucina è moderna, ben presentata e succulenta, mai greve: un biglietto da visita di alto livello con piatti altrettanto interessanti. Buonissimi anche i pani, presentati in grande varietà

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Si può iniziare con le squisite alici di lampara marinate con panzanella, mozzarella di bufala e cedro candito

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tra i primi sono ottimi i tortelloni alle melanzane con robiola fresca, spaghetti di melanzana e profumo di timo

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Di grande impatto le gustosissime linguine nere con pesce spada, colatura di alici e buccia di limone candito

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Un grande classico e una perfetta cottura al rosa: ecco il piccione alla griglia con olio profumato ai tre pepi e sandwich di verdure grigliate

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Piccola pasticceria decisamente all’altezza

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E per terminare un’eccellente torta farcita alle pesche e amaretti con crema alla fava Tonka e gelato al latte di mandorla

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Si spendono sui 60 euro alla carta, con l’encomiabile possibilità di ridurre il conto ordinando per molti dei piatti presenti la sola mezza porzione. Interessanti i menu degustazione, uno a 70 (dello chef) e gli altri a 50 (terra e mare), servizio professionale e cantina adeguata.
Vale senza dubbio la visita.
La Locanda di Piero

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