Che cosa ci fanno due giovani toscani con il loro accento verace nell’emiliana Marzabotto? Uno, Lorenzo, sorridente, timido ma deciso, sta in cucina. L’altro, Francesco, si occupa di una carta dei vini finalmente originale. Rustico quanto basta il piccolo ambiente, semplice e caldo con le sue tovaglie a quadretti che ti fanno sentire quasi a casa di amici. Amici, certo, ma con una tecnica che sorprende per la sua capacità di coniugare originalità e impatto senza mai perdere di vista la bussola del gusto. Si mangia bene, insomma, a partire dal pane, vario e fragrante
Non capita spesso un benvenuto succulento come la coscetta di piccione che ci è arrivata, da prendere in mano e rosicchiare con cura
Ed è un filo conduttore la succulenza, anche nel semplice pane alle acciughe, pomodori datterini rosa e jamon iberico Bellota
Più raffinati, ma non meno d’impatto e alleggeriti rispetto alla sacra tradizione che li vorrebbe in brodo, i passatelli con scampi, lime e uva
Un’altra bella sensazione: croccantezza, equilibrio tra dolcezza della carne, speziatura e leggerezza tannica del verde. Maialino da latte, morbido e croccante, spinaci e senape. La cotenna dell’anno!
Si termina, come piace a noi, con un dolce ai confini: idea interessante e fresca il tiramisù Rock (dimenticate l’originale, ma siamo a più di duecento chilometri da Treviso
)
Non si spendono più di 50 euro, con grande soddisfazione e un servizio sorridente: aggiungetelo senza indugio ai luoghi preferiti sul navigatore della vostra Volvo!





