Fu Leonardo Da Vinci a realizzare su incarico di Cesare Borgia il progetto del suggestivo porto-canale di Cesenatico: vale la pena di farci una passeggiata, meglio ancora se di sera, per sgranchirsi le gambe dopo una giornata d’ozio in spiaggia.
Le creature gastronomiche di Stefano Bartolini si sono moltiplicate, ma la più classica delle mete rimane l’Osteria del Gran Fritto: rustica e colorata con qualche tocco di snobismo tanto provocatorio quanto in effetti giustificato, in una Romagna costiera afflitta da troppi ristoranti acchiappa turisti. Basta vedere cosa ne pensano qui di un classico-non-classico come gli spaghetti allo scoglio, quando si legge sull’elenco dei piatti: “qui non ci sono scogli” ![]()

Pochi piatti ben realizzati, tovagliette di carta che fungono da menu, il servizio cordiale.
C’è qualche buon primo, ma è meglio limitarsi a un antipasto come l’ottima insalata di polpo e patate ‘prezzemolate’ prima di dare l’assalto alla portata principe che dà il nome al locale.
E così ci si può gustare e sgranocchiare un croccantissimo fritto, abbondante (che non guasta comunque mai), magari con delle vere patatine fritte.

Vale la pena terminare con un dolce, va da sé ipercalorico ma appagante come la terrina morbida alla crema con colata di zabaione fresco

Ci si può far accompagnare da un buon calice di vino o da una birra artigianale, spendendo in tutto circa 30 euro con soddisfazione.
Piccolo difetto? Il locale non accetta prenotazioni e in estate la coda è certa..ma c’è da dire che è aperto tutto l’anno…
L’Osteria del Gran Fritto


